Qualche tempo fa ho concluso per la seconda volta Sulla strada di Jack Kerouac, un romanzo che avevo già letto nell’estate del 2023. Anche all’epoca mi era piaciuto molto, ma penso di averlo capito e apprezzato di più solo quest’anno.
Credo che la storia in sé – un racconto autobiografico di viaggi per l’America, incontri e amicizie alla costante ricerca della propria identità – non sia l’elemento più importante di questo libro. La trama è simile a molte altre, tanto da essere spesso considerata noiosa e ripetitiva; il romanzo espone uno stile di vita sregolato e per molti criticabile.
Ho invece individuato il vero punto di forza del libro nella capacità di Kerouac di descrivere e valorizzare attraverso la scrittura i piccoli aspetti dei suoi viaggi e della realtà quotidiana, che altrimenti passerebbero inosservati nel lungo fiume degli eventi. Nel suo libro, invece, ogni luogo, persona, avvenimento è anche spunto per qualcos’altro, è simbolo e metafora, un punto di partenza per un nuovo viaggio.
Per questo motivo mi sono rimaste impresse proprio alcune frasi, descrizioni o semplici accostamenti di parole che per me esemplificano questa rara caratteristica del romanzo. Mentre leggevo tenevo costantemente la matita in mano per sottolineare e appuntare le pagine; ancora adesso, dopo mesi dalla lettura, a volte mi tornano improvvisamente in mente alcune citazioni, spesso quando solo un piccolo dettaglio me le richiama alla memoria…
Qui di seguito riporto e condivido le mie preferite, nella traduzione di Marisa Caramella, augurandomi che possano essere d’ispirazione anche per qualcun altro.

A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle […]
(Parte prima, Capitolo 1)
Se lasciate cadere una rosa nella misteriosa sorgente dello Hudson negli Adirondacks, pensate a tutti i posti che toccherà nel suo cammino prima di perdersi per sempre nel mare, pensate alla meravigliosa valle dello Hudson.
(Parte prima, Capitolo 2)
“Voi ragazzi andate da qualche parte o soltanto dove capita?” Non capimmo la domanda, ed era una domanda maledettamente buona.
(Parte prima, Capitolo 3)
Non c’era posto dove non si annoiasse e non c’era posto dove andare se non dappertutto, non c’era altro da fare che vagare sotto le stelle, le stelle del West, di solito.
(Parte prima, Capitolo 4)
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Fu triste guardarli andar via così, e mi resi conto che non li avrei visti mai più, ma d’altra parte così andavano le cose.
(Parte prima, Capitolo 4)
Volevo andare dai miei amici a Denver. Attraversai un cavalcavia sopra le rotaie e arrivai a un gruppetto di baracche nel punto in cui due strade si dividevano, entrambe per Denver. Scelsi quella più vicina alle montagne per poterle guardare […]
(Parte prima, Capitolo 5)
“Che cosa vuoi dalla vita?” le chiesi, ed era una cosa che chiedevo sempre alle ragazze.
(Parte prima, Capitolo 10)
Le nostre anime si fondevano sempre di più, sempre di più, e sapevamo che sarebbe stato tremendamente difficile dirci addio.
(Parte prima, Capitolo 13)
Fu una notte triste; fu anche una notte allegra.
(Parte seconda, Capitolo 2)
Lucille non mi avrebbe mai capito perché ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino allo sfinimento. Questa è la notte, ecco cosa ti fa. Non avevo niente da offrire a nessuno tranne la mia confusione.
(Parte seconda, Capitolo 4)
Jane lo amava alla follia, ma in uno strano modo delirante; non si abbracciavano e non si sbaciucchiavano mai, si limitavano a parlare e c’era tra loro un’intesa profondissima che nessuno di noi sarebbe mai riuscito a capire. C’era anche una vena di strana freddezza e ostilità, in realtà si trattava di una forma di umorismo con la quale si comunicavano le loro speciali, sottili vibrazioni.
(Parte seconda, Capitolo 6)
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All’improvviso lui e io vedevamo l’intero Paese come un’ostrica sul punto di aprirsi per noi; e dentro c’era la perla […]
(Parte seconda, Capitolo 6)
“Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo”
“Finché arriviamo dove, amico?”
“Non lo so ma dobbiamo andare”
(Parte terza, Capitolo 10)
“Mentre passavamo davanti al lampione di prima stavo per dirti un’altra cosa, Sal, ma ora devo fare una parentesi per un nuovo pensiero e tornerò all’argomento originario al prossimo lampione, d’accordo?” Certo che ero d’accordo. Eravamo così abituati a viaggiare che continuammo a camminare per tutta Long Island, ma poi la terra finì, c’era solo l’Oceano Atlantico e fummo costretti a fermarci. Ci stringemmo la mano e decidemmo di essere amici per sempre.
(Parte terza, Capitolo 11)
Capii che avevo vissuto una vita intera e molte altre nel povero guscio d’atomi della mia carne […]
(Parte quarta, Capitolo 6)

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